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Passing Thru è un’opera che ci accompagna dentro il viaggio più intimo e inevitabile: la vita. Un percorso incerto, senza una mappa, dove non conosciamo la fine né gli ostacoli che incontreremo lungo il cammino. L’unica certezza è il punto di partenza e le presenze che ci erano accanto all’inizio. Tutto il resto è un intreccio di tentativi, emozioni e trasformazioni.

 

In questa opera, i fiori diventano simbolo di mutazione: rappresentano il corpo e il pensiero che, col passare del tempo, si modificano, si stratificano, si perdono e si ritrovano. Ogni tassello della composizione è un frame, una pausa visiva che invita l’osservatore a riflettersi, a completare l’immagine con la propria esperienza. Una malinconia leggera attraversa il lavoro, non come peso, ma come invito alla contemplazione, al silenzio interiore.

 

La forma a croce non è solo un richiamo al cristianesimo: è un simbolo universale, presente in molte culture e religioni antiche. L’incrocio delle linee rappresenta il mistero dell’esistenza, l’incontro tra vita e morte, tra il visibile e l’invisibile, tra ciò che resta e ciò che ci sfugge.

 

Parte della serie Remains, l’opera nasce da un gesto rituale: un mazzo di fiori viene deposto sul supporto pittorico. Con l’uso della bomboletta spray, la polvere cromatica si deposita fino a ricoprire ogni forma, ogni dettaglio, quasi a “fossilizzare” ciò che c’era. Poi, con delicatezza, ciò che è in eccesso viene rimosso, lasciando emergere solo l’essenziale: le tracce, le impronte, i resti.

 

Quello che resta non è solo materia: è memoria, è affetto, è la misura invisibile dell’importanza che diamo alle cose. È lì che l’opera ci parla davvero. In ciò che manca, in ciò che è stato, in ciò che continua a vivere nei segni.

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