Nel progetto Remains – Resti, l’artista indaga la possibilità di attribuire peso e consistenza tangibile a pensieri, memorie e riflessioni quotidiane, attraverso l’impiego
di oggetti carichi di significato personale o storico. Molti di questi provengono da luoghi abbandonati – castelli in rovina, ex manicomi, ruderi di guerra, cascine dimenticate, antiche ville – spazi intrisi di un passato che continua a riecheggiare.
Al centro della ricerca non vi è l’oggetto in sé, ma lo spazio affettivo che esso occupa. È il valore emotivo che l’essere umano conferisce alle cose a renderle significative. Le opere nascono inevitabilmente influenzate dal vissuto quotidiano, generando riflessioni intime e collettive sulla fragilità della condizione umana, sul concetto di barriera e diversità, e sul senso di smarrimento che spesso accompagna l’esistenza contemporanea.
Una sottile malinconia permea l’intero corpus: non come fine, ma come strumento per sospendere il tempo e invitare alla contemplazione. Guardare un’opera diventa
un atto introspettivo, uno specchio in cui l’osservatore riconosce sé stesso. L’opera, così, si configura come doppia rappresentazione: da una parte lo stato d’animo suggerito dall’artista, dall’altra la proiezione personale di chi osserva. Il dialogo tra artista, opera e spettatore si intensifica: è lo spettatore a colmare il vuoto degli oggetti con la propria esperienza emotiva.
Ricorrente è la presenza dell’elemento naturale. Piante e fiori, simboli della condizione umana, crescono, si adattano e mutano in relazione al contesto, forti eppure vulnerabili, destinati a cedere al trascorrere del tempo.
Dal punto di vista tecnico, le opere di Remains prendono forma attraverso l’accostamento di materiali eterogenei sul supporto pittorico. Su di essi viene lasciata depositare, tramite bomboletta spray, la polvere colorata contenuta al suo interno, fino a ricoprire interamente superficie e soggetto. Questo processo, simile a una fossilizzazione, si conclude con una delicata rimozione: ciò che resta sono impronte, tracce, frammenti – residui silenziosi di un contatto minimo ma denso di significato.
Il gesto si fa essenziale, il contatto ridotto all’indispensabile. Il legame tra l’artista e l’oggetto, invece, si rivela profondo e imprescindibile. In questa tensione tra presenza
e assenza, materia e memoria, si gioca tutta la poetica di Remains – Resti.
